14 giugno 2010

TOURIST TROPHY 2010

Ian Hutchinson Ian Hutchinson

L’edizione 2010 del Tourist Trophy, entrerà nella storia per il record di vittorie ottenute da Ian Hutchinson in una settimana strepitosa. Vincendo le cinque gare in programma, è riuscito a battere il primato di quattro vittorie, che dal 1996 apparteneva a Phil McCallen, grande specialista di corse stradali degli anni ’90.

Superbike gara1: la prima gara del TT 2010 vede subito fuori dai giochi John McGuinness, ritiratosi a “Sulby” al primo giro e perdendo così la possibilità di incrementare il suo palmares di 15 vittorie. Con Super Mc fuori, la gara è stata condotta dal giovane pilota locale Conor Cummins su Kawasaki, che al primo giro con partenza da fermo ha fatto registrare uno spaventoso 131.511mph di media. Purtroppo al quarto giro, anche per lui un problema tecnico a “Laurel Bank” lo esclude dalla gara quando il vantaggio sul secondo era un rassicurante + 21”. Vittoria sfumata e consegnata su un  piatto d’argento a Ian Hutchinson che porta così al successo la sua Honda CBR 1000RR del Team Padgetts.

Grande sfortuna per Guy Martin, a cui una penalità di 30” (per eccesso di velocità al rientro box)  fa perdere la possibilità di conquistare la sua prima vittoria al TT.

Seconda posizione per Michael Dunlop e terzo gradino del podio per Cameron Donald.

Sfortuna anche per il nostro Stefano Bonetti, ritiratosi per rottura della catena quando era in piena bagarre per una posizione tra i primi venti.

Sidecar gara A: la prima gara riservata ai sidecar, vede protagonista l’austriaco Klauss Klaffenbock (ex campione del mondo 2001) e il passeggero Dan Sayle, che dopo una gara combattutissima riescono a piegare per soli 2”6 il campionissimo Dave Molyneux e Patrick Farrance. Terzi Tim Reeves/Dipash Chauhan.

Supersport gara1: nella prima gara riservata alle 600 supersport continua il duello tra Ian Hutchinson e Guy Martin, che li vede protagonisti di una gara combattutissima fin sotto la bandiera a scacchi. Guy in sella alla Honda del team Wilson Craig Racing, (con livrea anni ’60 della Honda RC162 di Mike the Bike) prende il comando della gara nei primi giri, ma sul finale la spunta “Hutchy” con un vantaggio ridottissimo su Martin, che nonostante prestazione eccezionali ancora una volta non riesce a  vincere.

Solo terzo Michael Dunlop vincitore lo scorso anno di gara 2 della Supersport.

Stefano Bonetti, in sella ad una Honda non velocissima, conclude con un ottimo 23° posto.

Superstock: al via i pretendenti alla vittoria sembravano essere Keith Amor, vincitore della stock con la BMW alla North West 200 e Ryan Farquhar sulla Kawasaki del suo team KMR che si danno battaglia fin all’ultimo giro, ma senza fare i conti con un Ian Hutchinson determinatissimo. Infatti “Hutchy” nel giro conclusivo sarà protagonista di una prestazione eccezionale, realizzando il record di categoria a 130.741mph (210km/h) di media, il primo ad abbattere le 130mph con una moto di serie per poi vincere la gara. Stupefacente!

Grande delusione per Farquhar, relegato in seconda posizione per un secondo, terzo Conor Cummins su Kawasaki.

Una 19° posizione assoluta per il nostro Stefano Bonetti e primo dei “Bronze Replica”.

Supersport gara2: nonostante il giro record a 127.836mph, questo buon tempo non basterà a  Michael Dunlop per aggiudicarsi la seconda gara delle supersport, andata nuovamente ad Ian Hutchinson che con questo quarto successo eguaglia il record di vittorie in una settimana, fatto registrare nel 1996 da Phil McCallen. “Hutchy” si aggiudica l’ennesima vittoria con solo 1”45 di vantaggio sul vincitore della passata edizione Dunlop; terzo posto per Keith Amor.

Ancora un bella prestazione per Stefano Bonetti, che dopo una bella rimonta conclude in 27° posizione.

Sidecar gara B: la seconda gara riservata ai  sidecar, vede protagonista ancora una volta l’austriaco Klauss Klaffenbock, che dopo una bella rimonta, (quarto al primo giro) fa suo il secondo trofeo della settimana, precedendo in volata John Holden di 1”1.

Holden e Andrew Winkle su Suzuki TAS Racing conquistano così il secondo posto, riscattando parzialmente la delusione per il ritiro della gara A. Terzi e molto staccati la coppia Conrad Harrison e Kerry Williams.

Delusione per Dave Molyneux costretto al ritiro a “Crony y Voddy” ad inizio corsa.

"Glene Vine"  -  Il  crash  di  Guy  Martin "Glene Vine" - Il crash di Guy Martin

Senior TT: la gara più importante della settimana, viene interrotta per la prima volta nella sua storia centenaria, per uno spaventoso incidente che vede come protagonista il popolarissimo Guy Martin. Il centauro di Kirmington, in piena lotta per la vittoria, perde il controllo della sua Honda a 230km/h all’inizio del terzo giro, nel velocissimo tratto di “Glene Vine”; CBR 1000RR in fiamme e Guy trasportato in elisoccorso al Nobles Hospital.

Fortunatamente, giungono subito notizie confortanti sulle condizioni del portacolori del team Wilson Craig Racing, a cui verranno diagnosticate ferite al torace e una frattura secondaria a due vertebre.

Dopo circa un paio d’ore di stop, la gara riprende, ma si continua con incidenti e guasti meccanici; il primo a farne le spese è Conor Cummins, sfortunatissimo pilota dell’Isola di Man, che vola via a “Verandah”, varie fratture per lui e stagione 2010 finita.

Anche John McGuinness e il compagno di squadra Keith Amor devono ritirarsi per un problema tecnico a “Glen Helen”,(in quel momento primo e secondo) consegnando così la quinta vittoria consecutiva all’uomo della settimana Ian Hutchinson.

Chiudono il podio Ryan Farquhar e Bruce Anstey.

Formidabile il 18° posto finale ottenuto da Stefano Bonetti, avendo partecipato alla gara con una Honda in configurazione stock.

 

Purtroppo nella gara 2 della Supersport hanno perso la vita Paul Dobbs, che in sella alla sua Suzuki GSX-R, ha lasciato la strada nel velocissimo tratto di “Ballagarey” e Martin Loicht su Honda CBR-RR, caduto alle terribili esse di “Quarry Bends”.

Dobbs, velocissimo pilota privato che partecipava al TT dal 1999, era un veterano molto conosciuto nelle Road Races.

Per far capire almeno un po’ a chi non conosce le corse su strada, riporto la lettera aperta, scritta dalla moglie di Dobbs, e letta dallo spiker prima dell'ultima gara in calendario, il Senior TT.

 

“Dopo la morte di Dobsy ci sentiamo distrutti, e potete capirlo. Per certi versi ci sentiamo fortunati, perché Paul è morto facendo quello che amava, per sua libera scelta e insieme ad uomini che adorava e rispettava.

Non abbiamo rimpianti, le nostre vite hanno avuto solo ricchezza interiore al contatto con il Tourist Trophy e l’Isola di Man, sapevamo tutti cosa rischiava Dobsy correndo il TT.

Vorrei ringraziare Paul Owen, grande rivale e amico di Dobsy, si sono sempre trovati insieme subito dopo una prova o una gara per condividere le loro sensazioni.

Paul,quando in corsa ha visto Dobsy a terra, s’è fermato (rinunciando alla sua gara) per sventolare la bandiera gialla al posto del marshall, perché voleva che ci fosse un uomo in più a soccorrerlo. Purtroppo non è servito.

L’azione altruistica e di grande cuore compiuta da Paul va al di là delle parole e incarna davvero lo spirito del Tourist Trophy.

Alle nostre figlie Eadlin e Hillberry, mancherà terribilmente il loro papà e ci saranno momenti difficili nelle prossime settimane, mesi, anni, ma so che avendo avuto Dobsy nella loro vita, sono più forti e coraggiose.

Dobsy ha portato gioia infinita, avventura e divertimento nelle nostre vite e vivrà per sempre con stima nei nostri pensieri e nei nostri cuori.”

 

Vorrei astenermi da commenti personali, ma in questo caso non posso, questa lettera andrebbe letta da coloro che non conoscono il Tourist Trophy, ma sputano sentenze sulla sua inutilità e pericolosità, e che farebbero meglio a fare silenzio.

A tal proposito vorrei allegare ancora un aneddoto successo alla cena augurale organizzata dai sostenitori di Mick Lofthouse, grande favorito del TT ’96 per la classe 125.

Il pilota prese la parola e disse: “vi ringrazio tutti per il vostro tifo commovente, siete tutti qui riuniti per chiedermi di vincere. Ci proverò. Ma io voglio dire a tutti voi un’altra cosa. Nessuno sa come possono andare le cose al TT.  Tutto può accadere. Se qualcosa dovesse andare storto, insomma, se dovesse succedermi qualcosa, vi prego, non fate e non dite nulla contro il Tourist Trophy. Che è e resterebbe una corsa affascinante, terribile e meravigliosa.” Mick Lofthouse, due giorni più tardi stabilì il nuovo record sul giro in sella alla sua Honda, prima di schiantarsi a “Milntown” morendo sul colpo.

 

Queste parole risulteranno incomprensibili a molte persone, ma sono il pensiero di tutti i centauri che corrono  e che hanno corso il Mountain Circuit.

 

                                                                                            Luca Frasca

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