2 luglio 2010

JOEY DUNLOP 1952-2000

Si celebra proprio oggi il decimo anniversario dalla triste scomparsa di Joseph William Dunlop, pilota considerato “King of the Roads” per circa trent’ anni. La sua perdita è stato un trauma per milioni di persone in tutto il mondo, non solo per i meriti sportivi, ma anche per la grande umanità.

"Joey", come veniva comunemente chiamato, nacque a Ballymoney, in Irlanda del Nord, il 25 febbraio 1952. Disputò la prima corsa a Magabury nel ’69 su una Triumph Tiger Club, mentre l’ultima gara risale proprio al 2 luglio 2000, quando perse la vita a Tallin (Estonia) in sella alla sua Honda. In questi trentuno anni di corse, Joey ha vinto su tutti i tracciati stradali più famosi al mondo, conquistandosi sul campo l’appellativo di Re della Strada.

Nel 1986 per meriti sportivi venne insignito del titolo di MBE (Member of British Empire), ma il riconoscimento che più faceva sentire orgogliosi i suoi figli, fu quello del 1996 quando gli venne conferito l’OBE (Officier of British Empire), non per meriti sportivi, ma per il suo straordinario impegno umanitario. Fece alcune spedizioni in Romania e Bosnia per portare aiuti ai bambini orfani e alle popolazioni devastate dalla guerra, il tutto con lo stesso furgone che usava per le gare. La solidarietà che molti dimostravano solo a parole, Joey la svolgeva in completo anonimato, coerentemente con il suo carattere schivo.

La sua carriera durò così a lungo che furono decine i campioni battuti dal suo esordio; i primi anni duellò con Mick Grant, Roger Marshall, Tony Rutter, Ron Haslam, passando per Phil McCallen, suo fratello Robert, Michael Rutter, Jim Moodie, fino ad arrivare a David Jefferies e John McGuinness solo per citarne alcuni. In totale Joey vinse più di 200 corse stradali, di cui 26 al TT, 13 al North West 200, 24 all’Ulster GP. Numeri che fanno venire i brividi, se si pensa che al Tourist Trophy aveva più di 100 partenze al suo attivo!

Dopo quello che sarebbe stato il suo ultimo Tourist Trophy, nel giugno del 2000 aveva deciso di smettere con le corse e poteva ritenersi più che soddisfatto, considerando che nell’ultimo TT aveva vinto tre gare tra cui il TT F1, una delle più importanti.

Quando tre settimane dopo quell’annuncio partì con destinazione Estonia, per correre sullo sconosciuto tracciato di Tallin, nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo.

Dopo aver vinto le categorie 600 e Superbike, nel pomeriggio del 2 luglio trovò la morte in sella alla sua fida Honda 125.

Al suo funerale, Ballymoney venne invasa da più di 60.000 persone provenienti da tutto il mondo e per l’occasione in Irlanda del Nord venne dichiarato un giorno di pace nazionale, finora unico, per rendere omaggio a questo grande personaggio.

 

                                                                                                Luca Frasca

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